Il diario #007 — Quando non si ha nulla da dire…

L'incubatore digitale
Scrivere del quotidiano pare essere più difficile di quel che pensavo. Devo ammettere che ieri (ma anche oggi) ero preso da un progetto importante (e per il quale sono in ritardo, ma è un’altra storia) e non sono riuscito a scrivere qualcosa che avesse un senso.

Probabilmente è una questione d’ispirazione. Ma scrivere (e non intendo come un giornalista, un blogger o un autore di bestseller, solo qualcuno che sappia combinare le parole con un senso) è dura. Ma ci tengo a mantenere le promesse e raccontare quello che è capitato nelle ultime 48 ore.

Tra l’altro, grazie per leggerci. Non pensavamo foste così in tanti!

Dunque, torniamo a ieri.
Ci siamo svegliati alle 5:30 del mattino poiché avevo un appuntamento a Lugano con un cliente, il quale giustamente ha proposto di vedersi presto, in modo che potessi evitare il traffico mattutino. E infatti: ho avuto modo di sperimentare la mia prima coda sulla A2 tra Chiasso e Lugano… In principio pensavo che mi toccasse rimanerci imbottigliato fino a mezzogiorno, ma in 15 minuti tutto si è risolto e sono riuscito ad arrivare a Lugano in tempo in ritardo di (soli) 25 minuti.

Mi piace guidare e se devo attendere non è un problema: ci siamo trasferiti e siamo in grado di lavorare in remoto esattamente come prima e usiamo l’auto solo una volta ogni tanto. Ma se ho un appuntamento non mi piace arrivare in ritardo. La prossima volta infatti prenderò il treno. Anche se caro, è più sicuro (a quell’ora) ed è puntuale.
Se ci sono arrivato io, perché non ci arrivano tutti quelli che viaggiano da soli nelle loro auto? Seriamente: fate il car pooling o viaggiate in treno… Non ha affatto senso riempire le autostrade con auto che occupano un unico e solo passeggero, cioè chi le guida!

A mezzogiorno ho corso con un imprenditore amico nei pressi di Genestrerio. Un bella e piacevole corsa di 7.5km nei campi e boschi chiacchierando di imprenditoria e startup. Avevo bisogno, dopo molte settimane, di uno scambio con qualcuno che non sia direttamente coinvolto con quello che facciamo tutti i giorni. Aiuta a rinfrescare le idee e ad imparare qualcosa di nuovo. Bello!

Al rientro ho avuto finalmente la motivazione per rimettermi al lavoro a pieno regime, ma non dall’ufficio, da casa. E così ho lavorato, poi sono andato a dormire, poi mi sono svegliato, ho ricevuto qualche augurio di buon compleanno, quindi ho lavorato di nuovo, sono andato a pranzo con Barbara e ho continuato a lavorare fino ad un’oretta fa (e già, ci vuole tempo per scrivere, anche poche righe… E allora?).

Comunque, tutto quanto scritto qui sopra nasce dal fatto che non avevo nulla da dire…